Archive for Novembre 2006
Frattini: “rispetto le opinioni dei ricercatori, ma…”
“…ma sono fermamente convinto che i videgiochi che raggiungono alti livelli di violenza e aggressività (ad esempio uccidendo persone che camminano per la strada o bruciando viva una ragazza) non hanno un impatto positivo sull’educazione dei bambini“.
Questo è quanto dichiarato da Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Europea e Commissario alla Giustizia dell’Unione Europea. La dichiarazione è stata rilasciata in risposta a uno dei pochi articoli pertinenti apparsi sulla stampa generalista, pubblicato su EurActiv, dove a Frattini viene fatto notare che gli studi di Dmitri Willis (University of Illinois) e Marko Skoric (Nanyang Technological University, Singapore) sostengono che non esiste prova che la fruizione di videogiochi violenti causi un aumento dell’aggressività nel mondo reale, contrariamente a quanto affermarono Anderson & Dill nel lontano 2000. Quest’ultima ricerca è inoltre smentita da Robyn M. Holmes ed Anthony D. Pellegrini, nella loro ricerca pubblicata su Handbook of Computer Game Studies del 2005.
Grazie a questi lavori, è provato che il legame tra videogiochi violenti ed aumento del’aggressività è inesistente. Dispiace, quindi, che il lavoro di molti ricercatori debba essere messo dalle istituzioni in secondo piano rispetto a ciò di cui è “fermamente convinto” l’attuale vicepresidente della Commissione Europea.
3 comments Novembre 25, 2006
Game Culture su AESVI.it

Una sintesi della mia tesi di laurea, Game Culture, è sul sito AESVI, l’Associazione di categoria delle principali aziende produttrici di videogiochi operanti in Italia. Insieme al mio, è stato pubblicato anche il lavoro dell’amico Giuseppe.
L’interessamento dell’industria videoludica per gli studi universitari è fondamentale, e può agire, nel lungo termine, anche su opinione pubblica ed istituzioni, che hanno dato prova, negli ultimi giorni, di sostanziale ignoranza sull’argomento.
Add comment Novembre 23, 2006
Transmetropolitan vol. 1 free download
DC Comics ha reso gratuitamente disponibile in pdf il primo numero di Transmetropolitan, che diede inizio nel 1997 alla serie di Warren Ellis e Darick Robertson. (da WarrenEllis.com)
Add comment Novembre 18, 2006
Polverone sui videogiochi violenti
Continua la bagarre sollevata dall’articolo di Guido Castellano apparso su Panorama. La questione si è rapidamente estesa dal singolo gioco Rule of Rose fino ad includere l’intera categoria dei “giochi violenti”; sull’argomento c’è al momento confusione generale.
Andando con ordine, su Videoludica Matteo Bittanti ha sintetizzato gli innumerevoli errori del pessimo articolo di Castellano, riportando anche le opinioni dell’AESVI, e sottolineando in una lettera aperta che Anna Serafini, Presidentessa della commissione bicamerale per l’infanzia, ignora l’esistenza stessa del PEGI.
Luca Volontè dell’UDC è intervenuto sull’argomento nella seduta parlamentare di ieri. La sua è un’operazione di cut & paste tra due diverse notizie, richiamando l’attenzione del ministro Mastella su “quei ragazzi che hanno picchiato il compagno di classe down, episodio, in qualche modo, collegato al commercio di alcuni videogame (ad esempio Rule of rose di cui si è parlato sui giornali la settimana scorsa). Un caso analogo è accaduto a Ferrara: anche grazie ad un recente videogame che consiste nel picchiare i compagni di scuola, molti giovani si sono comportati in questo modo.” Il collegamento tra le due cose (il pestaggio del ragazzo down ed i giochi violenti) è spiegato da Volontè con una frase emblematica: “in qualche modo”. In effetti, non esiste alcun collegamento tra le due vicende, se non il fatto che sono state pubblicate dai giornali nello stesso giorno.
Il ministro Mastella risponde chiedendo uno sforzo per immaginare la creazione di una authority che “fissi standard accettabili per le modalità di vendita di videogiochi in modo da individuare quelli recanti intollerabile violenza” (anche in questo caso, il PEGI sembra non essere considerato), aggiungendo che “la maggior parte dei giochi sono connotati da aspetti di violenza“. Quest’ultima affermazione è statisticamente falsa: è vero invece l’esatto contrario. Ad ogni modo, nello stesso articolo di Repubblica in cui compaiono le dichiarazioni di Mastella, l’Istituto Italiano di Medicina Sociale, nella persona di Giovanni Maria Pirone, aggiunge i commenti più truculenti della giornata (fino ad un nuovo aggiornamento): “Per aumentare le vendite e conquistare nuove fette di pubblico i grandi colossi sono ormai lanciati nell’impresa di tradurre in gioco gli aspetti più sordidi e biechi dell’animo umano (…) vietarne la vendita non è una garanzia, quando si ha la possibilità di scaricare da internet qualsiasi tipo di contenuto“. Su quest’ultimo commento c’è poco da replicare, se il problema è che su internet si può scaricare qualsiasi tipo di contenuto, allora immagino che la pornografia dovrebbe essere immediatamente bandita.
Il dato che emerge è che molti parlano, ma pochi hanno le competenze per farlo. Vengono così fuori gli innumerevoli luoghi comuni sul medium videoludico, a cui le istituzioni e la stampa non sembrano riconoscere il diritto d’espressione.
3 comments Novembre 14, 2006
Veltroni spara a zero su Rule of Rose
“E’ assolutamente impensabile che un video gioco dai contenuti simili venga commercializzato e distribuito nel nostro Paese (…) Credo sia perversa la mente di coloro che hanno ideato e realizzato un videogame del genere.“
Dopo il ministro Fioroni, un altro esponente dell’attuale maggioranza attacca i videogiochi violenti, e lo fa senza mezzi termini. La notizia ha avuto un piccolo spazio su Repubblica di ieri, che però non conteneva la frase circa i game designer perversi che ho riportato qui. Veltroni sostiene inoltre di essersi attivato presso “tutte le sedi competenti” per impedire che il gioco venga commercializzato in Italia, dove non è distribuito da Sony, ma da 505 Games Halifax.
Sembra che in Italia, nell’area politica DS/Margherita, si stia affermando il concetto che è giusto non riconoscere ai videogiochi la libertà d’espressione garantita a libri o film, similmente con quando accaduto tra i democratici statunitensi di Hillary Clinton. Ciò nonostante, la fonte giornalistica più vicina a queste posizioni sembra Panorama (non proprio una rivista di sinistra), che mette Rule of Rose in copertina. Speriamo che non si arrivi anche qui ad improbabili azioni legali contro la commercializzazione di giochi violenti. Nell’ Agosto 2006 lo stato dell’Illinois, uscito sconfitto da un causa simile, ha sprecato così mezzo milione di dollari in spese legali. Naturalmente, soldi dei contribuenti.
2 comments Novembre 13, 2006
The Boondocks: Videogames vs. AK-47
Nella striscia di oggi dei Boondocks, Riley spiega perchè conviene prendersela con i produttori di videogiochi…
Add comment Novembre 12, 2006
Itagaki denunciato per molestie sessuali
“Tecmo’s Tomonobu Itagaki, creator of the popular Dead or Alive franchise, has been hit with a 10 million yen lawsuit by a former Tecmo worker that has alleged she had been sexually harassed by Itagaki. (…) She claims that the sexual harassment started over three years ago in a taxi when she was returning from a party after a meeting with managers from another company.”
E’ il DOAgate… (da GameDailyBIZ)
Add comment Novembre 8, 2006
Game Culture su Videoludica
La mia tesi, dal titolo “Game Culture – Studi per una Trattazione Universitaria del Videogioco” è pubblicata su Videoludica. Il lavoro riguarda l’importanza culturale dei videogiochi nell’ambito dei new media e traccia una linea attraverso il campo dei game studies, per creare un’insieme di conoscenze utili allo studente universitario. La tesi è disponibile in .pdf.
Add comment Novembre 1, 2006

